SANDRO E ALESSANDRO: UNA STORIA CHE VIENE DALLA CANOTTIERI
Sandro Anteghini e Alessandro Ferrato sono due ragazzi che amano raccogliere le sfide che la vita gli ha posto davanti. L'ultima, quella che li sta appassionando e facendo sudare ormai da qualche mese, è quella del canottaggio. Una sfida non facile per chi come loro nella vita ha già dovuto vogare parecchio contro corrente.
Il loro sodalizio sportivo inizia con il nuoto e l'Aspea, a circa un chilometro dalla Canottieri. “ Nel nuoto ho sempre avuto difficoltà – confessa Sandro - perchè essendo emiplegico faccio fatica a coordinare i movimenti di tutto il corpo. Così, quando mi è arrivata la voce che a Rossano Galtarossa sarebbe interessato costruire alla Canottieri una realtà per disabili nel canottaggio, ho deciso di provare. All'inizio avevo molti dubbi, ma poi ho visto che la struttura che mi avrebbe accolto era valida ed ho deciso di iniziare. Niente barca da subito, solo allenamenti “a secco”. Volevo capire se stimolando il corpo in maniera diversa dal nuoto, avrei avuto dei benefici. Così è stato perciò l'avventura è continuata”.
Un'avventura che ha presto coinvolto anche Alessandro Ferrato : “Ho iniziato per curiosità. Con Sandro ci siamo conosciuti nuotando ad è stato lui ad invitarmi a conoscere questo mondo. Mi piacciono gli sport faticosi e il canottaggio è molto fisico, perciò mi ci sono trovato bene da subito. Per ora posso dire che le cose stanno andando bene e in futuro andranno anche meglio. Stiamo studiando una protesi speciale per la gamba sinistra che ho perso in un incidente motociclistico. Mi servirà per poter avere due appoggi quasi equivalenti in fase di spinta”.
Il loro percorso di avvicinamento al fiume è stato lento, ma costante. Da dicembre 2009 a febbraio 2010 hanno lavorato fuori dall’acqua per imparare i nuovi movimenti ed abituare il fisico al nuovo tipo di sforzo. Nel febbraio 2010, finalmente, la prima uscita in Bacchiglione. La loro prima barca è stata una vecchia Iole, stupenda imbarcazione d'epoca arrivata malconcia da Ferrara e rimessa in sesto per loro nel cantiere di strada Polveriera.
“La Iole, per quando meno performante delle imbarcazioni moderne, era più adatta a loro per farli iniziare perchè è più larga e stabile. - ha dichiarato il diesse della Canottieri Massimo Furlan - Faccio i complimenti a questi due ragazzi perchè sono due persone spettacolari, al di là del fatto tecnico. Grande è l'impegno loro e di Alberto e Clelia, i loro allenatori. In un anno di attività hanno compiuto progressi enormi per persone con limiti fisici come i loro. Il canottaggio è fatto da una sommatoria di gesti non semplici da coordinare, per non parlare dell'equilibrio che bisogna tenere in barca”.
A seguirli passo per passo nel loro percorso c'è il loro allenatore Alberto Lentola:”All'inizio in acqua erano un po' impacciati, ma le loro difficoltà non sono durate molto e già dopo qualche settimana siamo passati dalla Iole a barche più tecniche e performanti, molto vicine al modello olimpico. Come allenatore non è stato facile rispondere a tutte le problematiche tecniche che hanno questi due atleti, ma la loro determinazione ha certamente contribuito a superare molte difficoltà. Di grande aiuto è stata anche Clelia Scudellato che li segue sia nella preparazione fisica che in quella tecnica”.
A forza di vogare e limare i loro difetti nella gestualità, Sandro e Alessandro sono migliorati sempre più e lo scorso 10 aprile hanno affrontato la loro prima gara nazionale, confrontandosi con i migliori d'Italia nel quattro con della loro categoria, detta adaptive, che prevede un equipaggio di due donne e due uomini. Al traguardo, sono arrivati secondi assieme a due atlete ipovedenti. “Beh – ridacchia Sandro – non è un risultato così clamoroso, gli equipaggi erano tre in tutto perchè ci sono poche persone che fanno il nostro sport in Italia. Però siamo stati contenti perchè siamo stati capaci di tenere il nostro ritmo fino in fondo. Tra noi c’è un buon feeling, diversamente sarebbe impossibile fare andare bene la barca”.
“Ci vuole fiducia l'uno nell'altro – aggiunge Alessandro – anche se per lui è più difficile perchè sta davanti e non vede quello che faccio io dietro di lui.”.
Gli allenamenti continuano a gran ritmo lungo il Bacchiglione perchè il 4 e 5 giugno ci sono i campionati italiani a Gavirate (Varese). “L'obiettivo è sempre quello di migliorarsi – spiega l'allenatore Lentola – e in futuro magari trovare due ragazze per potersi allenare con costanza nel quattro con”.





